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Edy Tassi, Ballando con il fuoco
Raramente leggo romanzi erotici, forse perché le autrici che preferisco, come Robin Schone e Emma Holly, sono anche quelle meno tradotte in Italia, o più probabilmente perché troppe scene di sesso mi annoiano, se non sono accompagnate da un buon approfondimento psicologico e una trama degna di questo nome. A volte però mi faccio chiamare da un libro, anche lontanto dai miei gusti abituali, e finisco per aprirlo con curiosità. È stato il caso, ad esempio, di Ballando con il fuoco, erotico contemporaneo dell'esordiente Edy Tassi, edito recentemente nella collana Passion della Harlequin, che si è rivelato inaspettatamente bello e coinvolgente. Dico inaspettatamente in virtù delle mie scarse aspettative in materia di erotico, e non certo per poca fiducia nell'autrice, che, essendo al suo primo romanzo, era ancora da scoprire.
Se vi piace il genere erotico, il mio consiglio è di non perdere questo libro. Se invece dell'erotico potete fare a meno, non perdetelo comunque. Potreste ricredervi, come è capitato a me, e ritrovarvi a voltare pagina piene di curiosità e a sospirare per il protagonista, Nicholas, un concentrato di sensualità, forza e carisma che buca le pagine. Con stile elegante ma appassionato, l'autrice ha scritto una storia originale e piena di ritmo, che non lesina in scene di sesso (ovviamente) perfettamente descritte, che scaldano la pelle, inserite in una trama più complessa, ricca di colpi di scena e dialoghi serrati fra personaggi tutti interessanti, secondari compresi. Mi è piaciuta anche Arianna, la protagonista femminile, una giovane donna che non si fa dominare, ma che è capace di lasciarsi andare alle proprie pulsioni. E sentimenti. E mi è piaciuta l'idea del ballo, che ha offerto l'opportunità di sviluppare la tensione sessuale tenendo il lettore sempre un po' sulla corda ed esorcizzando quella sensazione di ripetitività e prevedibilità che questo genere mi ha spesso trasmesso. Ma ora basta, mi sto dilungando. Lasciamo che parli Edy Tassi, che si è gentilmente prestata a questa intervista...
Puoi raccontarci il percorso lavorativo che ti ha portato a pubblicare questo romanzo? So che sei una traduttrice.
Ciao Bluefly, grazie per questa intervista e grazie a tutte le tue lettrici che vorranno leggerla! Sì, traduco per diverse case editrici, ma il desiderio di scrivere mi accompagna sin da bambina. All'inizio non era altro che il classico sogno infantile, non molto diverso da quello di diventare attrice o ballerina o estetista. E spesso mi è capitato di accantonarlo per portare avanti altri progetti. Mi sembrava di avere tanto tempo davanti. Poi, una quindicina di anni fa, ho sentito che era ora di cercare di realizzarlo. Era il 1998 o il 1999, non ricordo con esattezza. Io ero responsabile qualità di un'impresa edile e quando ho letto su Donna Moderna del concorso che la rivista aveva organizzato insieme ad Harlequin Mondadori per pubblicare un Harmony, ho deciso che quella era l'occasione giusta. Ho scritto un romanzo molto ingenuo dal punto di vista dello stile, del linguaggio, della trama. E su cinquecento manoscritti arrivati alla casa editrice ci sono ottime probabilità che il mio si sia posizionato fra gli ultimi. Ma in questo modo sono entrata in contatto con un editor e ho iniziato a collaborare con Harlequin come traduttrice. Per diversi anni ho prestato la mia penna agli autori stranieri, traducendo un po' di tutto: romance, manuali d'amore, manuali salutistici, memoir... E in un angolo della mente c'era sempre l'idea di scrivere qualcosa di mio. Nel 2011 ci ho riprovato con un Harmony Collezione. Sono arrivata a un passo dalla pubblicazione ma poi, purtroppo, ho dovuto fermarmi. A quel punto in Harlequin mi hanno detto chiaramente che l'unica possibilità, visto i vincoli che avevano, era scrivere un erotico o uno storico. Non ho la preparazione per scrivere uno storico, anzi, è un genere che a dirla tutta mi incute molta soggezione, e così mi sono buttata sull'erotico, determinata a farcela. Ci ho messo quasi quindici anni, ma ora eccomi qui!
Qual è stato l'aspetto più difficile nella stesura del libro, e quale quello invece in cui ti sei trovata più a tuo agio?
La cosa più difficile è stato superare il timore che le persone a me vicine potessero vergognarsi per quello che stavo scrivendo. Io stessa non sapevo se ce l'avrei fatta. Ci ho provato e devo dire che man mano che scrivevo, forse perché sentivo che la trama aveva senso, il timore è svanito e mi sono concentrata sulla storia di Arianna e Nicholas nel suo insieme. E alla fine, ciò che mi era parso difficile si è rivelato invece molto divertente!
Ho apprezzato molto i due personaggi principali. Sei riuscita a dare loro profondità e imprevedibilità. Dove hai trovato l'ispirazione?
Intanto grazie! Quando ho scritto questa storia volevo che le lettrici si appassionassero a loro e trovassero qualcosa di interessante oltre a una sfilza di scene di sesso fini a se stesse. Immagino che questa sia un po' l'intenzione di chiunque scriva erotico, ma purtroppo non sempre ci si riesce. Io ho cercato di creare dei personaggi tridimensionali puntando molto sul conflitto. Per me il conflitto è la parte più importante. Senza, non c'è romanzo. Arianna e Nicholas sono in costante conflitto. Con sé stessi e fra loro. Arianna fa sesso solo per convenienza, ma con Nicholas lo farebbe anche senza nessun tornaconto. Nicholas non fa mai sesso con una delle sue ballerine, ma è attratto da Arianna. Lei sente il dovere morale di aiutare sua madre, ma allo stesso tempo di realizzarsi come ballerina. Lui vuole sfondare come coreografo, ma sente che nella sua vita manca qualcosa che non riesce a definire. Insomma, i motivi per scoprire come va a finire sono tanti e questo probabilmente ha reso i miei personaggi più veri.
Le tue scrittrici di romance/erotico preferite?
Difficile, sono così tante! Ma se devo fare un nome, l'autrice di cui ho ancora in mente scene erotiche molto sensuali è, strano forse a dirsi, la Anne Rice dei vampiri. Nei suoi libri dedicati a Lestat e alle streghe Mayfair ho trovato scene erotiche fantastiche. Per quanto riguarda il romance, invece, sarò banale, ma a me piacciono la Roberts e la Kleypas, e poi ultimamente ho scoperto la Phillips. Ma da ragazzina ho amato molto anche la Pilcher.
La cosa che preferisci nella letteratura erotica e quella che non sopporti. Se c'è.
Mi piace la tensione sessuale che riescono a creare alcuni libri. Mi piace il fatto che leggere un capitolo possa sollecitare i sensi. Rimescolare. Far venire certe voglie. Invece non mi piace quando la letteratura erotica diventa un pretesto per scrivere scene volgari, per appagare un certo voyeurismo esasperato, una certa perversione, o per stupire a tutti i costi.
Anche in Italia stiamo assistendo al boom di questo genere letterario. A tuo parere è solo una moda, conseguente al successo di "50 Sfumature", o c'è dell'altro?
Mah... Harlequin pubblicava erotici già prima. E se non erano catalogati come erotici, comunque erano lo stesso molto espliciti. Solo che la gente si vergognava a comprarli. Le 50 Sfumature hanno reso "accettabile" leggere romanzi erotici. Ma i romanzi erotici c'erano già. Se poi continueranno a esserci, molto dipende da cosa viene pubblicato. Sento e leggo tante opinioni di persone stanche perché questi libri sono ripetitivi, banali e via dicendo. Io spero che il mio libro si discosti da questa descrizione e possa invogliare chi di solito non legge erotico a provarci.
Hai appena dato alle stampe Ballando con il fuoco. Adesso ti risposi, e poi? Altre idee nel cassetto per un nuovo romanzo?
Niente riposo! Sto già scrivendo il prossimo. Sarà ancora un erotico, ma un erotico in stile Edy Tassi. Quindi sesso, questo sì, ma anche azione e colpi di scena. Scrivere il secondo libro è sempre difficile, ma spero di riuscire a dare, a chi mi vorrà leggere ancora, una storia davvero avvincente, che per altro sto ambientando sul mio lago di Como.
In Italia l'editoria è in forte crisi, eppure c'è voglia di nuove firme e nuove idee. Che consiglio daresti a un'aspirante scrittrice?
Dare consigli è sempre difficile, soprattutto quando chi li dà è ancora agli inizi come me. Però posso provarci. Intanto, il primo direi che è di non demordere. Io ci ho messo quindici anni, prima di farcela. Ho avuto chi mi ha sostenuta dicendo che scrivevo bene, e questo è fondamentale, però di mio ci ho messo una buona dose di caparbietà. Il secondo è studiare. Leggere romanzi ma anche libri di scrittura. Approfondire il concetto di struttura, studiare come si crea un personaggio, quali sono i meccanismi di una buona storia. Poi prendere tutte le informazioni, elaborarle, metterci del proprio. Cercare l'idea meno facile, la svolta più imprevedibile e cercare di svilupparla. E alla fine ci vuole sempre un pizzico di fortuna. Incontrare la persona che crede in te e ti offre una possibilità. Quindi direi che un cocktail promettente potrebbe essere questo: tenacia, preparazione e fortuna!
Il sito ufficiale dell'autrice è www.edytassi.it
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