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Home | La stella di Miriam Formenti

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La stella di Miriam Formenti

Qualche settimana fa Miriam Formenti ci ha fatto una breve presentazione del suo nuovo romanzo,

QUI

è oggi è nostra graditissima ospite per parlarci di sè e del suo ultimo lavoro.

GIVEAWAY: Tra tutte le utenti registrate che lasceranno un commento all'intervista entro il 26 novembre, sarano estratte due fortunate vincitrici che riceveranno una copia autografata e un ebook di IL DESTINO IN UNA STELLA gentilmente offerti da Miriam Formenti. Dunque non dimenticate di registrarvi e di condividere il post!

 

Ciao Miriam e benvenuta. Ci hai già presentato il tuo ultimo romanzo appena uscito nei romanzi Classic Mondadori IL DESTINO IN UNA STELLA, ma noi ovviamente siamo molto curiose. Puoi raccontarci cosa ti ha ispirato a scrivere questa storia? Ti va di svelarci qualche retroscena della stesura?

Ero partita con l’idea di scrivere qualcosa in un periodo un po’ diverso dal Medioevo, e il ‘700 mi sembrava perfetto. Facendo alcune ricerche sul quel secolo, ho scoperto che dopo la guerra di successione austriaca Milano stava sorgendo a nuova vita. La città era più pulita e, pensa, sull’alto delle mura spagnole era stata creata una passeggiata da dove si potevano ammirare la campagna e le ville fuori città.  
L’ispirazione è venuta guardando le fotografie delle mie figlie piccolissime, e ho pensato a come doveva essere a quel tempo la vita di una nobile senza figli o che avesse partorito soltanto femmine. Subito si è delineata nella mente l’immagine di Stella. Per quanto riguarda la stesura, quella che è diventata la prima parte del romanzo, inizialmente doveva essere solo un prologo.  Volevo infatti iniziare il romanzo con l’incontro dei miei protagonisti a un ricevimento, inserendo dei flashback che riguardassero il passato. Mentre scrivevo, però, mi sono resa conto che avevo molto di più da dire sulla protagonista ancora molto giovane e sui motivi che l’avevano portata a diventare fragile e insicura. Desideravo anche che il suo primo incontro con Riccardo, il suo amore, non fosse descritto in un flashback.   

Nel libro non mancano azione e colpi di scena, e Riccardo e Stella affronteranno non poche peripezie prima di coronare il loro sogno d'amore, un po' come in CAPELLI DI LUNA. Sottoponi i tuoi protagonisti a queste prove perché pensi che il vero amore non si possa conquistare facilmente? O forse semplicemente perché ti piacciono le storia piene di avventura?

In questo romanzo ci sono parecchi intrighi, ma non le avventure di ‘Capelli di Luna ’. Tuttavia anche qui i protagonisti hanno dei problemi da superare prima di raggiungere l’agognata felicità, che anche ai giorni nostri non è così facile da ottenere.  Spesso ci rendiamo conto che quello che ci lega ai nostri compagni è vero amore proprio perché la vita ci ha costretti a subire delle prove.  Ammetto però che avventure e macchinazioni varie mi piacciono molto e che tutto serve al fine del romanzo. Diciamolo, se in un romance tutto filasse liscio, che romance sarebbe?

Come descriveresti le personalità di Riccardo e Stella, e perchè secondo te sono una coppia ben assortita? Come hai deciso che sarebbero stati gli eroi del tuo prossimo romanzo?

Come ho detto, la prima immagine che ho avuto di Stella è stata quella di una ragazza infelice, succube del marito; ma subito ho deciso che quella non era la vera Stella. Volevo che la mia protagonista avesse comunque un carattere, che purtroppo era stato schiacciato da quell’infelice matrimonio. Una forza interiore che tornerà a rivelarsi nel corso del romanzo.
Riccardo è un uomo deciso e affascinante che si  porta in cuore dei rimorsi, e prova desideri di vendetta nei confronti di una persona. E’ comunque molto controllato e quando desidera  qualcosa cerca di averla, ma con onestà.
Sono perfetti insieme perché lui è forte, ed è capace di dare protezione e amore alla sua donna. E lei, comprensiva e obiettiva, fino a che punto lo si capirà durante la lettura, resta una donna del suo tempo che ne  conosce le regole.
Riccardo è nato nella mia mente subito dopo Stella. Potrei dire che l’ ho creato per lei, e,  quindi, per me sono una coppia perfetta.  
 

Ci sono autori che iniziano a immaginare un'opera a partire dai personaggi, altri che invece partono da un abbozzo di trama, da un'idea, tu a quale categoria appartieni?
 

Io sono disordinata e quindi parto da un’idea qualsiasi per tesserle, poi, una trama intorno. Può nascere mentre penso a un momento storico, mentre guardo un paesaggio o, come ho detto sopra, guardando una fotografia.   Poi, naturalmente, preparo una scaletta soggetta a qualche cambiamento, ma per quanto riguarda i miei personaggi, devo dire che il mio disordine finisce lì. Difficilmente, infatti, cambio qualcosa dei miei protagonisti quando ormai li ho nella mente.

C'è stato un punto difficile o delicato da scrivere mentre lavoravi a questo libro, un momento critico? O magari invece in questo caso tutto è andato perfettamente a incasellarsi dove doveva?

Senza dubbio il finale. Devi sapere che leggendo il romanzo di una collega, avevo scoperto che aveva scelto per la sua storia un finale in parte simile a quello ideato da me e mi sono bloccata. Sappiamo che il romance ha dei cliché, e quindi avrei potuto continuare tranquillamente, tuttavia ho infine  trovato un altro finale che mi ha  pienamente soddisfatto.  
 

Sei tornata alla narrativa da edicola dopo aver collaborato per anni come scrittrice ai periodici femminili, cosa ha significato per te questo cambiamento a livello umano e  professionale? Ti senti in una certa misura più realizzata adesso?

Come forse saprai io avevo iniziato con i romance, per poi passare ai racconti per le riviste, e la scelta era stata fatta per motivi familiari. Non essendo mai stata troppo ambiziosa, nel mio piccolo  io mi sono sempre sentita realizzata, poiché facevo e faccio quello che più mi piace fare, rispettando i miei tempi. Diciamo solo  che i romance suscitano più interesse e quindi chi scrive quel genere di narrativa è  più conosciuto. Questo è un piacere in più.  
 
 
Non vogliamo essere indiscrete, ma non possiamo non chiederti su cosa stai lavorando ora e su quali sono i tuoi prossimi progetti, ci concedi un'anticipazione?
 
Inizio col dire che l’anno prossimo pubblicherò in e-book ‘Un uomo da odiare ’. Si tratta di un romanzo scritto più di vent’anni fa. E’ poco conosciuto ma, a quanto ho sentito, piuttosto amato da chi lo ha letto. Con questa ristampa voglio sperimentate la pubblicazione con Amazon e quindi sto già immaginando la cover. Per Mondatori, poi, sempre se piacerà alla redazione, ho già iniziato un romanzo, anche questo ambientato nel ‘700.  Dietro, tuttavia, c’è un progetto più corposo, di cui, per il momento preferisco non parlare.

Grazie Miriam, se permetti ti saluto saluto con un abbraccio.

Grazie a te, cara Lilith, a Maet e a tutte le blogger di Isn't It Romantic per avermi ospitato. Un abbraccio a voi e alle lettrici.
 

ESTRATTO

lla luce delle candele, accese sul candelabro a due braccia posto sul ripiano del cassettone, osservò il viso dai lineamenti delicati, le labbra carnose e quegli occhi d’ambra, che in quel momento parevano due pozze scure. Lasciò scivolare lo sguardo lungo il collo sottile, fino alla piega dolce del seno sotto la camicia scollata. Era bella. Non secondo i canoni di quella dannata società in cui vivevano, ma con qualcosa in più che la rendeva diversa e persino speciale.
Aveva avuto molte donne nella sua vita, eppure in quel momento era ansioso di ritrovarne una sola: la ragazza dolce,  arrendevole e persino sfacciata di quella strana notte lontana negli anni, pur sapendo che poteva esserne deluso. Il bacio che si erano scambiati a palazzo Rubino era stato foriero di mille piaceri;  ma un bacio, se pur appassionato ed erotico, restava solo uno dei preliminari nel rapporto intimo fra un uomo e una donna  sotto le lenzuola. Erano passati tre anni e, oltre al rapimento, a Stella erano accadute altre cose sgradevoli. Cose che potevano cambiare una persona.   
Senza una parola, le prese dalle mani la coppa di vino e la posò accanto all’altra. Poi allungò una mano per sfiorarle la gola, e, quando la sentì sussultare, si fermò. – Non volete? - chiese dolcemente. Non le disse però che avrebbe rispettato i suoi desideri, e con delicatezza salì verso la nuca,  affondando le dita fra i capelli in una sapiente carezza.
Lei si trovò a seguire con la testa i movimenti della mano dell’uomo. Lo voglio, lo voglio, lo voglio, si disse, consapevole di aspettarsi molto da lui. I dubbi sul comportamento da tenere erano ormai messi da parte, poiché soltanto il tocco di suo marito sul suo corpo le faceva immaginare passioni  che in lei erano sempre state sopite tranne quell’unica volta, quando aveva creduto di vivere un’altra vita. E senza rendersi conto di fare le stesse cose che aveva fatto in quella  lontana notte di sogno, si sporse verso di lui e sollevò il viso attendendo il suo bacio, mentre le braccia si sollevano e si incrociavano  intorno alla nuca dell’uomo.
Riccardo le accarezzò le labbra con la lingua e  poi la baciò a lungo, mentre lei gli si stringeva contro, provocandolo e spingendolo, inconsapevole di questo, a cercare altri baci, sempre più caldi e appassionati.
Il marchese si impose di non prenderla subito, come un impaziente ragazzetto. Non voleva possederla e basta; voleva toccare e assaporare quel corpo che gli si offriva senza ritrosie. Voleva darle piacere. Si staccò quasi a fatica e le sollevò la camicia, sfiorandole con le dita fianchi e seno, strappandole un gemito di piacere.
Stella sollevò le braccia per assecondarlo e consentirgli di sfilarle l’indumento dalla testa e lui, ammaliato, osservò quella massa di capelli neri ricadere sulle spalle nude come una cascata.
- Siete bella – bisbigliò poi cogliendo con uno sguardo i seni rotondi, i capezzoli tesi, la vita stretta, il ventre appena arrotondato.  “Desiderabile”, pensò. “Morbida e calda”.  
Lei gli ricambiò uno sguardo stupito. Per quel complimento, che non si era aspettata e che le era parso sincero, ma anche per il fatto che era rimasta ferma a lasciarsi guardare, impaziente che lui tornasse a baciarla e a stringerla.  
Quando poi lui, col palmo di una mano scese lento  lungo le spalle e la schiena, mentre con l’altra le accarezzava i fianchi fino a sfiorarle l’ombelico e il basso ventre, trattenne a stento un grido di piacere. Com’era diversa, quella, dalla sua  prima notte di nozze con Alderico. Da tutte le sue notti con Alderico! Sentiva i seni gonfi, i capezzoli turgidi e un brivido di piacere scorrerle lungo la schiena e scivolare lungo ogni fibra del suo corpo. Era in piedi fra le braccia di suo marito e avrebbe voluto che la prendesse immediatamente.
Riaprì gli occhi che istintivamente aveva chiuso, quasi per meglio percepire il tocco di quelle dita maschili, e incontrò lo sguardo di suo marito. Aveva sempre preferito stare al buio durante gli orribili amplessi con Alderico, ma con Riccardo era tutto così piacevole, e con le candele accese quel loro abbraccio diventava  anche più stuzzicante.
Lui la sollevò fra le braccia, e dopo averla portata vicino al letto ve l’adagiò con delicatezza. Si strappò di dosso la camicia e le si inginocchiò di fronte  imprigionandole il corpo nudo fra le sue cosce.  
Piacevolmente  prigioniera, Stella rispose con passione al suo bacio e strinse istintivamente le gambe quando lui abbandonò le sue labbra per scendere  piano verso il seno, tormentandole un capezzolo con la lingua.  
Riccardo sorrise. Sua moglie pareva ansiosa di essere posseduta, ma lui voleva godere ancora di quel dolce supplizio, anche se sapeva che per i giochi di piacere che avrebbe voluto condividere con lei ci voleva ancora tempo. Si limitò quindi ad accarezzarle ventre e i fianchi, e con delicatezza insinuò le dita nella soffice peluria scura fra le coscie
Lei sospirò, mentre il suo corpo si apriva come un fiore a quel piacere che solo una volta aveva provato. Ora, tuttavia, era reale;  era ben sveglia, consapevole di quelle mani forti e gentili allo stesso tempo e di quelle labbra instancabili sulla sua pelle.   
- E’… meraviglioso.
Riccardo si sollevò e in fretta si tolse anche le brache, denudandosi. Lo aveva soddisfatto sentirla così arrendevole e, nello stesso tempo, innocente, come se quel corpo di donna fosse stato digiuno da molto tempo dalle carezze di un uomo e avesse atteso soltanto lui per risvegliarsi.

 

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